mettere a norma l'impianto elettrico

Perchè mettere a norma l’impianto elettrico?

È necessario mettere a norma un impianto elettrico per far sì che i circuiti funzionino perfettamente; sono indispensabili una serie di componenti, materiali e dotazioni che variano in base alla grandezza della casa. In questa guida offerta da Edilnet.it trovi tutte le informazioni al riguardo.

Quando un impianto elettrico è “a norma”?

I nuovi impianti elettrici sono soggetti alla norma CEI 64-8, che prevede tre livelli qualitativi e che pone delle regole precise sui limiti minimi prestazionali che devono possedere gli impianti di nuova installazione.

È fondamentale sapere che l’azienda prescelta per l’installazione di un nuovo impianto elettrico a norma fornisce una certa potenza impegnata che non è uguale per tutte le case, ma varia a seconda della superficie dell’appartamento: per una superficie fino a 75 mq il valore minimo è di 3 kW, per le superfici di metrature superiore è di 6 kW. Nel caso di impianti elettrici già esistenti, di solito sono realizzati per 3 kW di potenza impegnata; se si ha bisogno di una potenza superiore è possibile aumentare l’utenza da 3kW a 4,5 kW fino anche a 6 kW, presentando regolare richiesta.

Per realizzare un impianto elettrico a norma è necessario seguire una serie di parametri stabiliti dalla CEI e affidarsi a professionisti del settore. Un impianto elettrico a norma deve essere adeguatamente isolato e dotato di dispositivi salvavita come la protezione dei cavi elettrici, i quadri dedicati, i contatori salvavita, le canaline di sicurezza e le prese a muro ben fissate e protette.

Un impianto elettrico a norma deve avere tre tipologie di cavi: quello nero per la fase corrente, quello blu per il neutro e quello giallo-verde per la messa a terra; le prese devono essere installate a 30 centimetri da terra e gli interruttori a un metro circa.

Un impianto elettrico a norma può essere incassato o esterno. Il primo prevede il passaggio dei cavi esternamente alle pareti, inseriti nelle canaline. In quello incassato i cavi vengono fatti passare attraverso i muri o sotto il pavimento.

Impianto a norma: i vantaggi

Installare un impianto elettrico a norma permette di avere un’alta efficienza dello stesso, evitando qualsiasi possibilità di spreco e quindi garantendo un buon risparmio per l’utilizzatore. Affidando il lavoro ad un professionista del settore, si avrà la certezza che nulla venga lasciato al caso e che vengano impiegati i componenti giusti e a norma, nei tempi e nei modi più idonei e sicuri.

Messa a norma dell’impianto elettrico: a chi rivolgersi?

Per la messa a norma di un impianto elettrico o l’installazione di un nuovo impianto elettrico a norma, è necessario affidarsi ad un professionista del settore che vi garantirà l’esatto processo di realizzazione.

Innanzitutto redigerà il progetto di installazione, composto da computo metrico, schema elettrico e progetto finale. In questo modo avrà la possibilità di tener conto della disposizione degli elementi di arredo della casa, dei punti di installazione degli elettrodomestici, quelli più grandi come frigorifero, forno e lavatrice, di una distribuzione esatta e omogenea delle prese della corrente lungo tutte le pareti dell’abitazione, il tutto per la maggior efficienza possibile dell’impianto elettrico. Grazie al progetto è anche possibile riuscire a fare una stima dei costi per interventi e materiali e avere una visione d’insieme molto dettagliata, che farà da guida durante la realizzazione dei lavori.

Il tecnico passerà poi alla messa in opera dell’impianto elettrico; egli saprà impiegare i componenti migliori e collocare tutte le parti nei posti e nei modi giusti. Tutto ciò tenendo conto del luogo, delle normative vigenti e del risultato atteso dall’utente.

Alla fine, sarà compito del professionista provvedere al collaudo dell’impianto elettrico installato, in modo da verificare il corretto funzionamento di tutti i componenti quali prese, interruttori, dispositivi di sicurezza e tutto il resto.

Fondamentale il rilascio della dichiarazione di conformità, grazie alla quale avrete la certezza che l’impianto sia stato eseguito secondo le normative CEI e che l’installatore si assume tutte le responsabilità del lavoro svolto.

Impianto elettrico a norma: come risparmiare?

Il miglior modo di risparmiare è quello di richiedere più preventivi alle ditte specializzate nel settore. Grazie a Edilnet.it potrai affidarti ai migliori professionisti sul mercato, confrontando i preventivi messi a disposizione e scegliendo la soluzione che ti soddisfa con il miglior rapporto qualità/prezzo.

Caldaia che non funziona come intervenire dal punto di vista elettrico ed idraulico

Problemi alla caldaia? come intervenire dal punto di vista elettrico ed idraulico

Una caldaia a gas che non si accende è inutile finché non viene riparata. Le caldaie devono accendersi per far funzionare il riscaldamento centrale della casa e per alimentare l’acqua calda ad uso sanitario che esce dai rubinetti dei lavabi e delle docce. Tuttavia, scoprire perché una caldaia non funziona può essere una sfida e probabilmente sarà necessario l’aiuto di un ingegnere, di un idraulico o di un elettricista. I problemi, infatti, potrebbero essere di varia natura, interessare vari comparti singoli o che lavorano insieme. Oggi, con questo articolo scopriremo come far tornare alla vita una caldaia che non ne vuol più sapere di funzionare. Se dopo i vari tentativi che facciamo da soli non riusciamo a ripristinarne il funzionamento occorrerà chiamare un tecnico di assistenza caldaie certificato.

 

Il prezzo di un intervento del genere varia a seconda della natura del guasto. Normalmente c’è una quota fissa per i “diritti di chiamata”, nell’ ordine di 30 o 40 euro, che verranno scalati al momento che si accetta la riparazione della caldaia. Il costo totale dell’intervento è influenzato anche dal tipo di componente da sostituire e dal tempo occorso per la riparazione.

 

In alternativa, se disponi di una copertura di assistenza della caldaia sottoscritta con alcuni tipi di assicurazioni l’intervento è gratuito. C’è da chiamare un numero verde di pronto intervento con i tecnici a disposizione che interverranno entro 24 ore dalla chiamata.

 

Per scoprire perché la tua caldaia non si accende, rispondi alle seguenti domande:

Hai ancora del gas?

Accendi i fornelli della cucina o un altro apparecchio a gas per verificare che la fornitura di gas domestica funzioni ancora. Se la tua fornitura non funziona, controlla che la valvola di intercettazione del gas sia aperta: tu o altri potrebbero averla accidentalmente chiusa. Se la valvola è aperta ma non hai ancora il gas, dovrai contattare il tuo fornitore di servizi di utilità pubblica per scoprire cosa è andato storto.

Il ripristino della caldaia funziona?

La caldaia non si accende? Molti modelli hanno un interruttore manuale di ripristino (reset), premilo per spegnere e riaccendere la caldaia e ricalibrare i suoi meccanismi. Se non riesci a vedere questo interruttore sulla tua caldaia, potresti essere in grado di ripristinarlo spegnendo e riaccendendo l’alimentazione elettrica. Questo può risolvere una vasta gamma di guasti alla caldaia. Prova a controllare il manuale per vedere dove è posizionato il tasto di reset o di spegnimento.

La pressione dell’acqua è troppo bassa?

Alcune caldaie smetteranno di funzionare del tutto e non si accenderanno se la pressione dell’acqua è troppo bassa. Le caldaie domestiche dovrebbero avere una pressione dell’acqua di 1 bar – questo valore dovrebbe essere segnato sui manometri. Se la pressione sulla tua caldaia è inferiore gira la manovella, solitamente blu, per far caricare l’acqua. Sentirai il rumore tipico di caricamento dell’acqua. Fermati quando sei di nuovo ad 1 bar di pressione.

Il tubo della luce pilota è otturato?

Nel corso del tempo, la fuliggine e altri detriti possono formarsi all’interno di un tubo iniettore pilota, intasandolo. Il tubo pilota, o fiamma pilota, è accesa sulla caldaia? Potrebbe essere a causa di detriti. Tutto ciò può portare a luci pilota che continuano a soffiare, o luci pilota che non si accendono affatto. Per controllare e rimuovere tutte le sostanze all’interno del tubo. Affidati ad un professionista del settore, questa è un operazione molto delicata e la rottura del tubo dell’iniettore del gas o il suo montaggio improprio potrebbero causare perdite di gas, incendio e avvelenamento da monossido di carbonio.

Calcare all’interno dei tubi dell’acqua

Molti modelli sono dotati di decalcificatore, un piccolo serbatoio che toglie il calcio dall’ acqua. Un accumulo eccessivo che si è formato all’ interno dei tubi nel corso degli anni ostruisce il passaggio dell’acqua. I tubi vanno lavati con decalcificatore.

La caldaia funziona ma continua a spegnersi

Se il tuo termostato si è rotto, la tua caldaia non sarà in grado di riconoscere la temperatura dell’acqua, e si spegnerà automaticamente per evitare il surriscaldamento dell’apparecchio o perché presume che abbia già raggiunto la temperatura richiesta. Dovrai sostituire il termostato: potresti risparmiare denaro acquistando un termostato più recente, in quanto ciò potrebbe ridurre le tue bollette energetiche a lungo termine. Molto interessanti sono i nuovi cronotermostati wifi che permettono di controllare da remoto l’accensione e lo spegnimento della caldaia quando non siamo in casa. Si risparmiano parecchi soldi in bolletta del gas grazie ad una migliore gestione del consumo energetico.

 

Anche lo scambiatore di calore potrebbe essersi rotto. Sarà necessario sostituirlo, in quanto potrebbe essere pericoloso, specialmente se la caldaia continua ad accendersi e spegnersi.

 

Se la caldaia continua a spegnersi, ciò potrebbe essere dovuto a valvole chiuse, aria compressa nel sistema o alla pompa rotta. La caldaia si spegne automaticamente a causa di meccanismi di sicurezza incorporati – se non si spegne, la caldaia potrebbe surriscaldarsi.

 

Se c’è aria nell’impianto basta far sfiatare i singoli radiatori dalle valvoline che si trovano di lato su ogni calorifero.  Controlla se i tuoi radiatori sono caldi come dovrebbero essere – se alcuni di loro sembrano freddi, fai uscire acqua e aria dalle valvoline. Se c’è abbastanza aria nel sistema ciò farà sì che la caldaia si spenga, dovrebbe essere ovvio quando si inizia a spurgare i radiatori, poiché ne uscirà molta di aria.

Consumo condizionatori

Quanto consuma un condizionatore e come alzare il rendimento energetico

I condizionatori o climatizzatori d’aria sono tra gli elettrodomestici che piú assorbono elettricità nella nostra casa. Quando arriva l’estate cominciamo ad accenderli, ma ci accorgiamo soltanto a settembre, ottobre, quando arrivano le bollette, quanto ci sono costati dal punto di vista energetico. Occorre quindi, prima del loro uso sconsiderato, fare una riflessione sui consumi per non dover alla fine pagare un prezzo troppo salato.

Come capire quanto stanno consumando

Se avete pazienza di soffermarvi sulle etichette energetiche dei condizionatori noterete la loro classe di appartenenza. Quelli in classe “B” o “C” ormai sono scomparsi dai scaffali dei negozi di elettrodomestici, consumavano veramente troppo. Ora ci sono quelli in classe:

  • A
  • A+
  • A++
  • A+++

Potremmo avere anche una doppia classe, ad esempio A in riscaldamento e A+ in raffreddamento. A+++ è quello piú efficiente. La classe è legata anche ad un altri due parametri SCOP e SEER. Il primo si riferisce alle prestazioni di efficienza in riscaldamento, il secondo in raffrescamento. Piú è alto questo valore maggiore saranno le prestazioni del condizionatore. Ad esempio un climatizzatore classe A+++ avrà un SEER di 9. Un climatizzatore A+ avrà un SEER di 6.

Ovviamente i costi di questi due modelli differiscono tra loro ed è chiaro capirne il perchè, arrivamo a pagare anche il doppio. Dipende da voi. Se usate tanto il condizionatore un classe A+++ fa recuperare l’investimento iniziale in un paio di anni.

Ovviamente il consumo varia anche in base alla potenza del condizionatore. Si esprime in BTU, BRITISH THERMAL UNIT. I piú utilizzati in casa sono quelli da 9000 e 12000 BTU. Ci sono poi i sistemi dual o trial split. Ovvero un unico motore che alimenta due o piú split. In questi casi le potenze, così come i consumi, raddoppiano o si triplicano.

Dual o Mono split

spesso c’è l’esigenza di climatizzare piú stanze. In questi casi le opzioni sono due. Usare un monosplit per ogni stanza col proprio motore oppure usare un sistema multi split. La comodità d quest’ultima soluzione è quella di avere un solo motore esterno che occupa meno spazio. Lo svantaggio è dal punto di vista energetico, Tanti monosplit consumano meno di un solo multisplit che ha il motore acceso anche se solo un condizionatore è in funzione di tre.

Calcolo del consumo energetico

per capire realmente quanto un condizionatore ci fa spendere in bolletta dobbiamo andare davanti al nostro contatore dell’ elettricità. Segniamo l’assorbimento di corrente in quel momento. Ora accendiamo i condizionatori, aspettiamo una mezz’ora che inzino ad andare a regime e torniamo davanti al contatore. Segniamo di nuovo l’assorbimento energetico e facciamo la differenza tra il valore di prima e quello attuale. Ovviamente nel frattempo non abbiamo acceso altri elettrodomestici.

Esempio

  • assorbimento prima dell’ accensione dei condizionatori 1100 watt
  • assorbimento dopo l’accensione dei condizionatori 1900 watt

I nostri condizionatori stanno consumando 1900-1100= 800 watt l’ora.

Calcolando una media di 22 centesimi di euro per il costo di un kilowatt, ogni 10 ore di uso dei condizionatori ci costano 2,2 euro. Ponendo che li utilizziamo tutti i giorni, ci costano 66 euro al mese (2,2 x 30) non è poco. Stesso discorso in inverno, quando li utilizziamo in pompa di calore per riscaldare gli ambienti.

Diminuire il consumo

per non esagerare col l’assorbimento energetico ci sono diverse soluzioni. Innanzitutto partiamo dalla giusta progettazione un impianto. Su consiglio degli amici di ricaricacondizionatori.eu, esperti nel montaggio condizionatori a Roma, abbiamo fatto delle considerazioni.

Se avete i soffitti alti l’ideale è quello di farvi installare dei controsoffitti riducendo il volume dell’ aria da raffreddare. Questa cosa è importantissima. Non avete idea di quanto si risparmia. Un controsoffitto isolante inoltre aiuta molto durante l’inverno abbassando la dispersione di calore. Ricordate che il calore tende a salire per principio fisico, quindi creare una barriera in alto è ottimale.

Gli infissi sono importanti tanto quanto il controsoffitto. In legno o in Pvc aiutano a coibentare la casa e a non far entrare caldo o freddo.

Ricordiamo di togliere dalla stanza eventuali fonti di calore che fanno abbassare le prestazioni dei condizionatori, ad esempio:

  • forni elettrici
  • computer particolarmente potenti
  • presenza di molte persone

Un ventilatore può essere usato per aumentare le prestazioni di un condizionatore, specie se è usato per rinfrescare piú ambienti separati da mura. Il ventilatore consuma appena 50-60 watt e spinge l’aria fredda diffondendola li’ dove non arriverebbe.

Non esageriamo con la temperatura fredda. In casa in estate non dobbiamo scendere sotto i 25-26 gradi, soprattutto se arriviamo dall’ esterno in cui ci sono 40 gradi.

Se abbiamo un giardino la presenza di alberi o piante ad alto fusto vicino la casa aiuta ad abbassare la temperatura e a fornire ombra.

I pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità

L’idea di produrre elettricità in modo gratuito ha sempre affascinato. I pannelli producono al massimo delle loro possibilità proprio in estate quando le temperature sono piú alte. Nei mesi di giugno-luglio-agosto un impianto da 1 kilowatt è sufficiente per alimentare un sistema di condizionamento da 12000 Btu e anche piú. Ovviamente per fare ciò dobbiamo avere a disposizione almeno 8 mq di spazio per montare un impianto fotovoltaico.

Il costo è di circa 1600 euro per un sistema da 1 Kwp, ovviamente questo impianto è utile anche in inverno quando i condizionatori potranno essere usati per riscaldare una casa. Se avete uno spazio in cui il sole batte tutto il giorno prendete in considerazione l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. E’ una cosa fantastica.

Potete anche motnare sistemi da 2 o 3 Kwp ricordando che l’energia prodotta che non utilizzate potete scambiarla con il Gestore energetico grazie al cosiddetto “scambio sul posto”. L’energia che non viene consumata viene ceduta, il Gse ci offre dei crediti per l’acquisto di energia elettrica di notte, quando l’impianto fotovoltaico non produce elettricità.

Quattro trucchi per spendere di meno sulla bolletta della luce.

Consigli su come risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica.

Pochi temi sono sentiti quanto quelli che riguardano i soldi e, nello specifico, quelli che riguardano spese mensili obbligatorie. Per ovviare queste problematiche è bene conoscere nello specifico come ridurre i costi e poter, così, risparmiare sulla bolletta della luce. È possibile? Certamente lo è ma occorre utilizzare dei piccoli accorgimenti e, allo stesso tempo, avere una profonda conoscenza di quello che è il contratto di utenza che decidiamo di firmare.
Nello specifico possiamo elencare quattro piccoli segreti per ottenere delle positive sorprese dalle nostre bollette.

Conoscere le fasce di consumo della luce.

Risulta particolarmente interessante, per capire quando e come poter consumare, conoscere le fasce di consumo. Cosa sono? Si tratta della suddivisione oraria, stabilita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e tesa a garantire una diversità dei costi a seconda del momento di consumo giornaliero. Conoscere tale distinzione serve a comprendere appieno quando è più o meno conveniente poter utilizzare i propri apparecchi energetici. Tali fasce sono direttamente proporzionali a quando la luce costa di più e sono, quindi, in relazione al costo necessario per produrre energia.

Esiste una fascia di orario più conveniente?

La risposta è secca: no, perché ciò dipende da quando si è in casa e i momenti in cui si necessita l’utilizzo di energia. Per saperne di più, occorre conoscere dettagliatamente tali fasce, identificabili così:
• F1: si tratta della fascia più comune in quanto si riferisce agli orari nei quali è previsto il massimo picco di consumo energetico causato da uffici e zone lavorative;
• F2: riguarda i momenti orari immediatamente precedenti o successivi quelli della fascia F1;
• F3: festivi e notti e, nello specifico, tutti gli orari nei quali è prevista una minore richiesta energetica da parte della società;
• F23: si tratta di un mix tra la F2 e la F3, già menzionate.

Scegliere il miglior fornitore di energia elettrica.

Di fornitori di energia il mercato è, ormai, pieno. La situazione prevede un eventuale crescita con la liberalizzazione del mercato dell’energia che, dal 2019, prevederà ulteriori stravolgimenti in itinere. In tal senso un confronto delle bollette permetterà di scoprire qual è quello che, nello specifico, presenta l’offerta migliore in un determinato momento. Inoltre risulta essere particolarmente utile conoscere, in relazione alle già citate fasce di consumo, i tipi di tariffe che si possono scegliere.
• Tariffa monoraria: il costo delle utenze dipenderà esclusivamente dall’orario in cui si consuma energia;
• Tariffa multioraria: in ogni ora il dispendio energetico avrà un costo diverso;
• Tariffa bioraria: è una combinazione delle due diverse e già citate tariffe e, in tal caso, i costi in bolletta dipenderanno sia dal prezzo standard stabilito dall’Autorità che dalla fascia oraria di consumo.

Occhio allo stand-by degli elettrodomestici.

Grandissimi amici della nostra vita domestica nonché semplificatori assoluti della quotidianità gli elettrodomestici rappresentano, a tutti gli effetti, delle potenziali armi a doppio taglio. Al fianco delle loro incredibili utilità nella nostra vita si può infatti affiancare la possibilità di avere dei costi in bolletta esagerati. Ciò è dovuto essenzialmente a quattro fattori:
• La classe energetica degli stessi (in generale, più sono antichi gli elettrodomestici e maggiore sarà il consumo);
• La grandezza degli apparecchi (più sono capienti e più richiederanno energia);
• Il tempo di utilizzo effettivo degli stessi;
• Lo stand-by, ossia quella fase in cui si trovano in attesa di ulteriori comandi.
Particolare attenzione va prestata soprattutto a quest’ultima parte; se quando utilizziamo un apparecchio lo portiamo sull’ON e quando lo spegniamo ne terminiamo la funzione con il bottone OFF questo momento rischia di essere un danno per le nostre bollette. Si tratta infatti di momenti nei quali gli elettrodomestici si mantegono allerta – solitamente attraverso spie fisse o intermittenti – generando comunque un dispendio di energia elettrica e un implicito aumento del nostro costo in bolletta.

Quali sono gli elettrodomestici che consumano più energia?

A tal pro possiamo conoscere quali sono i tre elettrodomestici di uso comune che, in casa, producono un più alto consumo energetico. Questi sono:
• Forno elettrico (consuma più di quello a gas);
• Lavatrice;
• Ferro da stiro.
Attenzione quindi al momento in cui decidiamo di utilizzarli e a quelli – sicuramente più frequenti – nei quali dobbiamo optare per disattivarli totalmente: è la bolletta che ce lo chiede.

Utilizzare dei sistemi per misurare i consumi energetici.

Lo sviluppo della tecnologia permette di tenere sotto controllo tutto il dispendio energetico dell’edificio. Questo fa sì che grazie a semplici applicazioni è possibile – dal proprio PC o ancor meglio dallo smarpthone, se lontani da casa – di poter misurare quello che è il consumo energetico derivato dalle proprie azioni. A tal senso un particolare sviluppo si è avuto nello studio e nell’applicazione dei cosiddetti smart meter, lettori intelligenti dei propri contatori che permettono di calcolare il consumo orario di acqua, luce e gas. Il loro utilizzo porta il duplice vantaggio per l’utente di conoscere per filo e per segno quanto si sta spendendo e, per il fornitore locale, di poter realizzare un calcolo e, quindi, una bolletta appropriata a ciò che si è realmente speso.

ecobonus 2018

Ecobonus 2018: detrazione del 65% per efficienza energetica sulla singola unità

La detrazione per singole unità e condomini varia dal 50% all’85%. Ecco gli interventi agevolabili con la relativa percentuale

Sul fronte dell’efficienza energetica il 2018 sarà caratterizzato da una detrazione con aliquote differenziate a seconda dell’intervento; la Legge di Bilancio 2018, infatti, ha ridisegnato gli incentivi sul risparmio energetico con l’obiettivo di agevolare maggiormente i lavori capaci di migliorare la prestazione globale degli edifici.

Ecobonus 65% sulla singola unità: quando è previsto

Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile usufruire della detrazione del 65% per le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici come gli interventi che migliorano di almeno il 20% il fabbisogno annuo di energia primaria rispetto ai requisiti del DM 11 marzo 2008 e gli interventi di coibentazioni di strutture opache verticali e orizzontali che rispettano i requisiti del DM 11 marzo 2008.

Tra gli altri interventi che continuano ad usufruire della detrazione 65% ci sono:
– installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
– sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
– l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100mila euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%;
– l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

Ecobonus singola unità: quando scende al 50%

La detrazione è ridotta al 50% per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, relative a:
– acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
– acquisto e posa in opera di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013;
– acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Ricordiamo che a prescindere dalla percentuale detraibile (50% o 65%) l’ecobonus si applica come detrazione dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’Imposta sul reddito delle società (IRES) e deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

ecobonus 2018

Ecobonus condomini: agevolazione maggiorata fino al 2021

L’Ecobonus sui condomìni resta invariato fino al 2021. I lavori sulle parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità di cui si compone il condominio potranno usufruire di una detrazione del 70% nel caso di operazioni che interessino più del 25% della superficie disperdente dell’edificio e di una detrazione del 75% se si migliora la prestazione energetica invernale ed estiva almeno pari alla qualità media di cui al DM 26 giugno 2015.

Avranno un incentivo maggiore gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, finalizzati non solo alla riduzione del rischio sismico, ma anche alla riqualificazione energetica. A questi lavori sarà riconosciuta una detrazione dell’80% se determinano il passaggio a una classe di rischio inferiore, e dell’85% in caso di passaggio a due classi di rischio inferiori.

La detrazione sarà ripartita in dieci quote annuali di pari importo e verrà calcolata su una spesa massima di 136 mila euro moltiplicata per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Si tratta della somma del tetto di 96mila euro per unità immobiliare previsto dal sismabonus “tradizionale” e di quello di 40mila euro per unità immobiliare fissato per l’ecobonus.

Un altra novità riguarda gli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) che da quest’anno possono beneficiare di tutte le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (e non più solo di quelle sulle parti comuni che danno diritto a detrazioni maggiorate del 70% e del 75%).

Ecobonus: cessione estesa alle singole unità

La possibilità di cessione del credito corrispondente alla detrazione viene estesa anche alle ipotesi di interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari, non essendo più circoscritta a quelli relativi alle parti comuni degli edifici condominiali.

I contribuenti incapienti (con meno di 8mila euro di reddito nel 2017) potranno quest’anno cedere il loro credito d’imposta anche a banche e intermediari finanziari per lavori sul singolo appartamento.

Fonte: Edilportale

Smart Home aumentano le richieste dei dispositivi di illuminazione e di videosorveglianza

Smart Home, aumentano le richieste dei dispositivi di illuminazione e di videosorveglianza

Le nuove abitazioni del futuro saranno tutte integrate dalla tecnologia Smart Home in grado di rendere ancor più funzionale e semplice il controllo della propria unità abitativa anche a distanza tramite smartphone, tablet o computer.

Grazie alla tecnologia Smart Home sarà di fatti possibile detenere il controllo della maggior parte degli elettrodomestici e dei dispositivi presenti all’interno della casa, programmando riscaldamenti, luci, chiusura delle finestre, apertura della porta del garage e molto altro ancora.

Il 30% delle richieste totali relative al mondo dell’automazione della propria unità famigliare si riferisce soprattutto alla videosorveglianza e ai sistemi di illuminazione, per poi comprendere anche la chiusura e l’apertura centralizzata delle porte, delle finestre, dei cancelli, tende, garage, ecc., azionabili con un semplice click e un’interfaccia funzionale.

Un 13% circa invece si rivolge ai professionisti per l’installazione e l’impianto dei climatizzatori per la casa al fine di trarre un netto risparmio di denaro sul costo complessivo annuo delle bollette. Per quanto riguarda gli interventi di domotica all’interno della propria abitazione sono previste agevolazioni fiscali come l’ecobonus per una detrazione del 65% e dell’11% nei casi di impianto climatizzatore. Un 9% preferisce affidarsi a professionisti per tende e tapparelle al riparo dagli agenti atmosferici, allo stesso modo di chi preferisce ricercare un unico dispositivo grazie al quale comandare più di una funzionalità all’interno della propria Smart Home.

Un 5% si serve della domotica per rendere il giardino funzionale e programmabile senza alcun intervento fisico, nella stessa percentuale di chi opta per un controllo remoto del televisore.

Le Caratteristiche Principali di un Sistema Smart Home

All’interno di un’abitazione domotica, denominata anche Smart Home, sarà possibile integrare insieme tramite un unico telecomando o applicazione supportata, tutti gli apparecchi elettronici presenti all’interno servendosi solamente di una connessione internet.

L’unità abitativa, come ci ricorda BloccoTech, si trasforma in questo caso in una vera e propria casa intelligente in grado di gestire da remoto i dispositivi elettronici per un maggior controllo fuori casa di ciò che potrebbe avvenire all’interno e all’estero, una miglior sicurezza, protezione, un risparmio sul costo delle bollette e un comfort abitativo. Una Smart Home potrà quindi essere dotata di un monitoraggio di vari parametri come salubrità dell’aria, tasso di umidità, temperatura, CO2, ecc.; accesso remoto alle telecamere perimetrali; sicurezza antintrusione grazie alle videocamere; monitoraggio costante di consumi energetici tramite gli elettrodomestici di ultima generazione; gestione dell’illuminazione; delle tapparelle, delle tende, del climatizzatore; dei sistemi di riscaldamento; della televisione; segnalazione della qualità dell’aria e attivazione dei filtri e molto altro.

Tutti i dispositivi elettronici presenti all’interno dell’unità abitativa domotica dovranno corrispondere alle tecnologie di ultima generazione in modo tale da poter essere integrate ai controlli a distanza, adattabili al Wi-Fi e al controllo remoto. La Smart Home ricopre un ruolo di sicurezza e gestione a 360 gradi, comprendendo sia gli interni che gli spazi esterni come il giardino, la presenza di una piscina, l’eventuale intrusione di estranei. Grazie alle applicazioni specifiche l’utente potrà ricevere segnalazioni di pericolo tramite smartphone o email, con conseguente invio delle riprese e possibilità di accedervi in tempo reale.

Come trovare un elettricista

Come trovare un elettricista

Figura professionale tra le più richieste e importanti, l’elettricista si rivela utile non solo per risolvere piccoli guasti ma anche in tutte quelle situazioni in cui è necessario realizzare nuovi impianti, collaudi e manutenzioni. Affidarsi alla mano d’opera del professionista giusto vuol dire sia evitare i danni del fai da te sia avere la certezza di un lavoro eseguito a regola d’arte.
Quando serve un elettricista?

Spesso la prestazione professionale di un elettricista viene relegata all’ambito della progettazione e del collaudo di nuovi impianti elettrici. In realtà le sue competenze sono necessarie per risolvere una serie di piccoli e grandi problemi che possono verificarsi nella vita quotidiana. Ad esempio un elettricista serve per:

  • Riparare gli elettrodomestici – Spesso quando un elettrodomestico mostra segni di malfunzionamento oppure si rompe viene immediatamente sostituito con un altro. Se questo atteggiamento è comprensibile nel caso di apparecchi economici, non lo è altrettanto nel caso di oggetti più costosi o grandi come lavatrici o frigoriferi. L’elettricista può risolvere il problema a un costo decisamente inferiore rispetto a quello relativo a un nuovo acquisto.
  • Installare un climatizzatore – Poter disporre di una casa fresca durante gli afosi mesi estivi non è più un lusso, ma una vera e propria esigenza in termini di vivibilità e l’installazione di un climatizzatore risulta una delle scelte più funzionali e pratiche. L’elettricista è la figura professionale adatta sia per installare tali sistemi sia per occuparsi della loro manutenzione.
  • Intervenire sugli impianti fotovoltaici – Il mercato relativo agli impianti fotovoltaici è in rapida ascesa. Un elettricista qualificato è perfetto sia per la manutenzione di tali impianti sia per il pronto intervento in caso di malfunzionamento.
  • Installazione impianti audio-video – È di fondamentale importanza per tutti coloro che desiderano godere a casa propria di sistemi audio-video di ultima generazione, affidarsi alla competenza di un elettricista qualificato. Non solo infatti garantisce un’installazione a dovere ma a fine lavori fornisce una serie di certificazioni necessarie, ad esempio, nel caso in cui si voglia assicurare la propria abitazione.
  • Installazione videocitofoni e telecamere di sorveglianza – La sicurezza della propria abitazione o del posto del lavoro sono essenziali per poter vivere sereni. L’elettricista si occupa sia dell’installazione che della manutenzione di impianti di videosorveglianza e citofoni.
  • Installazione e manutenzione di sistemi di distribuzione dell’elettricità – Quando occorre metter mano su alternatori, circuiti, distributori e generatori, la figura professionale dell’elettricista diventa insostituibile in quanto il fai da te può rivelarsi estremamente pericoloso.
  • Interventi su impianti elettrici in fase di costruzione e ristrutturazione – L’opera dell’elettricista in questo caso è necessaria per legge in quanto il professionista rilascia al termine dei lavori le certificazioni delle attività svolte sull’impianto in questione.

Come cercare un elettricista

Cercare un buon elettricista può rivelarsi un’impresa impossibile, soprattutto quando ci si trova di fronte a un’emergenza o quando ci si è appena trasferiti in una nuova città. Se da una parte il passaparola può essere l’arma vincente soprattutto nel caso di professionisti conosciuti e di indubbia bravura, alcune volte può rivelarsi inutile o addirittura penalizzante dal punto di vita economico.

Prima di decidere a chi affidare il lavoro è buona norma procurarsi una serie di preventivi che possano dare un’idea della spesa da affrontare. Spesso però ci si scoraggia di fronte alla necessità di contattare fisicamente uno per volta gli elettricisti per chiedere un preventivo, e il rischio è quello di scegliere a caso.

La soluzione migliore è affidarsi alle enormi potenzialità del web e cercare online il professionista più adatto. Grazie a siti come Edilnet.it, un semplice click è sufficiente per trovare un elettricista subito disponibile, vicino alla propria abitazione e conveniente dal punto di vista economico.

Su Edilnet è possibile inserire la propria richiesta per ricevere una serie di preventivi chiari dove sono illustrati costi e modalità di intervento. Un modo molto semplice ed efficace per metter in contatto clienti e professionisti e soprattutto per poter decidere in completa autonomia a chi affidare il lavoro.
Dove trovare un elettricista

Come già sottolineato in precedenza, cercare il proprio elettricista online vuol dire assicurarsi la possibilità di scegliere un professionista cucito su misura delle proprie esigenze. Su Edilnet è possibile trovare tale figura professionale in modo pratico e veloce.

Utilizzare Edilnet è molto semplice perché non bisogna far altro che inoltrare la propria richiesta di preventivo senza la necessità di nessuna registrazione. In questa fase occorre essere il più possibili chiari ed esaurienti. È necessario indicare la propria città, le caratteristiche professionali richieste e le competenze. Inserire delle foto in caso di lavori particolarmente impegnativi può agevolare il professionista nella redazione di un preventivo corretto. A questo punto, dopo aver aggiunto la propria mail o il recapito telefonico, non rimane altro che inviare la richiesta.

Grazie ad Edilnet.it è possibile ricevere fino a 4 preventivi gratuiti da poter consultare e confrontare liberamente. Costi, modalità di intervento, certificazioni: attraverso i preventivi ricevuti si ha una panoramica completa di quello che il professionista propone.

Da questo punto di vista si capisce come scegliere l’elettricista online sia l’unico sistema per garantirsi gli interventi di cui si ha bisogno al prezzo che si ritiene più giusto, in base alle proprie esigenze.

Dopo la scelta, basta un semplice click di mouse per assicurarsi l’intervento del professionista e dar inizio ai lavori. Alla fine, se il suo operato è stato soddisfacente, è buona norma lasciare un feedback positivo sul profilo del professionista, in modo da poter aiutare sia la sua crescita professionale che la scelta di altri utenti.

risparmio energetico ecobonus

Ecobonus 2016: detrazione al 65% per efficienza energetica, istruzioni, regole e beneficiari

 

Ecobonus nella dichiarazione dei redditi 2016: ecco la guida completa alle detrazioni fiscali del 65% nel 2016 per gli interventi di efficientamento energetico di edifici esistenti.

Anche per il 2016 continua la la possibilità di usufruire dell’Ecobonus, l’agevolazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica che consiste in una detrazione di imposta pari al 65% delle spese sostenute.

Le novità 2016 per l’Ecobonus riguardano soprattutto i condomini per i quali le procedure sono state semplificate e l’inserimento nell’alveo di questo incentivo degli interventi di riqualificazione tecnologica come la domotica e l’installazione di termostati intelligenti.

L’agevolazione fiscale dell’Ecobonus consiste in detrazioni dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica di edifici esistenti.

La detrazione per riqualificazione energetica 2016 del 65% non è cumulabile con la detrazione del 50% per le ristrutturazioni, tuttavia nell’ambito di una ristrutturazione importante sarà possibile suddividere le spese tra i due incentivi ottenendo così il massimo risparmio possibile.

Chi può usufruire degli ecobonus 2016

Possono usufruire degli ecobonus al 65% tutti i contribuenti, anche se titolari di reddito d’impresa che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento per la riqualificazione energetica.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione della detrazione del 65% sono:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni,
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali),
  • le associazioni tra professionisti,
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Nella categoria delle persone fisiche possono usufruire degli ecobonus anche:

  • i titolari di un diritto reale sull’immobile,
  • i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali,
  • gli inquilini,
  • coloro che hanno l’immobile in comodato,
  • familiari, conviventi con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori.

La detrazione d’imposta del 65% non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per gli stessi interventi da altre disposizioni di legge nazionali, come le detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia: se i lavori realizzati rientrano sia nelle agevolazioni previste per il risparmio energetico sia in quelle previste per le ristrutturazioni edilizie, si potrà fruire soltanto di uno dei due benefici fiscali.

Ovviamente come già detto è possibile fruire del bonus per le ristrutturazioni per tutti i lavori che non possono essere inclusi nell’ecobonus, anche nell’ambito dello stesso intervento di ristrutturazione, quindi il divieto di cumulabilità è relativo alla spesa specifica (bene e/o manodopera) ma non all’intervento generale.

Gli interventi devono necessariamente essere eseguiti su unità immobiliari e su edifici residenziali esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali. La prova dell’esistenza dell’edificio può essere fornita dalla sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’imposta comunale Ici-Imu.

Non sono agevolabili, quindi, le spese effettuate in corso di costruzione dell’immobile.

Ecobonus 65%: gli interventi ammessi

In generale, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre,
  • comprensive di infissi)
  • l’installazione di pannelli solari
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
  • la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda e climatizzazione nelle unità abitative (termostati intelligenti e domotica).

Le detrazioni fiscali al 65% sono da ripartire in dieci rate annuali di pari importo. In generale, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In sostanza, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.

La tabella indica la detrazione massima per ogni tipologia di intervento per l’efficienza energetica.

tabella ecobonus

Per la riqualificazione energetica degli edifici il valore massimo della detrazione fiscale è di 100.000 euro. In questa categoria sono ammessi qualsiasi intervento che incide sulla prestazione energetica dell’immobile, realizzando la maggior efficienza possibile richiesta dalla norma. Non è stato stabilito quali opere o impianti occorre realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche richieste. Unico presupposto necessario è il raggiungimento di un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008:

tabella ecobonus edifici

Per gli interventi sull’involucro degli edifici il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro. Si tratta degli interventi su edifici esistenti, riguardanti strutture opache orizzontali (coperture, pavimenti), verticali (pareti generalmente esterne), finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati, che rispettano i requisiti di trasmittanza “U”, ovvero la dispersione di calore, espressa in W/m2K, definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 e successivamente modificati dal decreto 6 gennaio 2010 (in rosso le parti modificate):

tabella ecobonus modifiche

Per l’installazione dei pannelli solari il valore massimo della detrazione fiscale è di 60.000 euro. Si tratta dell’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università. In pratica, possono accedere alla detrazione tutte le strutture che svolgono attività e servizi in cui è richiesta la produzione di acqua calda.

L’installazione dei pannelli solari deve rispondere a due condizione necessarie:

  • un termine minimo di garanzia (fissato in cinque anni per i pannelli e i bollitori e in due anni per gli accessori e i componenti tecnici)
  • la conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione Europea e della Svizzera

Per la sostituzione di impianti per la climatizzazione invernale il valore massimo della detrazione fiscale è di 30.000 euro. In questa categoria di interventi rientra la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia e la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Ecobonus 65%: le spese detraibili

E’ possibile usufruire degli ecobonus per la spese che riguardano l’acquisto del materiale utile al risparmio energetico, ma anche le prestazioni professionali per la loro installazione. Le spese, i cui limiti sono stati esposti nel paragrafo precedente a seconda della categoria, sono detraibili in dieci rate annuali di pari importo.

In sostanza si possono detrarre sia i costi per i lavori edili relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta, sia le spese relative alla forniture e alla posa in opera di materiali di coibentazione e di impianti di climatizzazione, nonché infine la realizzazione delle opere murarie ad essi collegate.

Ecobonus 65%: la documentazione necessaria

Per ottenere la detrazione prevista dagli ecobonus il contribuente deve seguire attentamente le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate. Per usufruire della detrazione del 65% è necessario:

  • l’asseverazione di un tecnico abilitato o la dichiarazione resa dal direttore dei lavori. È sufficiente, invece, l’attestazione di partecipazione ad un apposito corso di formazione in caso di autocostruzione dei pannelli solari.
  • per la riqualificazione di edifici esistenti è necessario, quando richiesto, acquisire la certificazione energetica dell’immobile, qualora introdotta dalla Regione o dall’ente locale, ovvero, negli altri casi, di un “attestato di qualificazione energetica”, predisposto da un professionista abilitato.
  • bisogna trasmettere all’Enea, entro 90 giorni dal termine dei lavori e con modalità telematiche, la scheda informativa degli interventi realizzati e copia dell’attestato di qualificazione energetica. Non vanno inviate all’Enea asseverazione, relazioni tecniche, fatture, copia di bonifici, piantine, documentazione varia
  • nel caso in cui i lavori necessari a realizzare gli interventi proseguano in più periodi d’imposta, è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese effettuate nei periodi d’imposta precedenti. La comunicazione va presentata in via telematica, direttamente dai contribuenti interessati o tramite gli intermediari abilitati, entro 90 giorni dal termine del periodo d’imposta. Non occorre, quindi, presentare alcuna comunicazione all’Agenzia quando i lavori iniziano e si concludono nello stesso periodo d’imposta.

Ecobonus 65%: come effettuare il pagamento

Il pagamento delle spese deve essere effettuato secondo le indicazioni dell’Agenzia e varia a seconda che il soggetto sia titolare o meno di reddito d’impresa.
In particolare si prevede che:

  • i contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale
  • i contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

Nel modello di versamento con bonifico bancario o postale il contribuente deve indicare:

  • la causale del versamento
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico (ditta o professionista che ha effettuato i lavori).

Fonte: Forexinfo