Impatto mining

Impatto mining sui Data Center per generare criptovalute

Da diversi anni stiamo assistendo ad una crescita poderosa di investimenti digitali in particolare concentrato sulle criptovalute. Nonostante sia un campo ormai sdoganato, sono diversi gli aspetti ancora poco chiari agli utenti, soprattutto in riferimento alle nuove evoluzioni del settore. In particolare, il concetto di impatto mining e la sua diversificazione nell’ambito delle valute digitali.

Cosa indica il termine mining per il settore delle criptovalute

Prima di addentrarsi nella descrizione degli affetti attuali delle procedure legate al mining delle criptovalute, è importante spiegare in maniera chiara cosa si intende con questa definizione. In parole povere, il termine fa riferimento al processo di emissione delle valute digitali; nello specifico, attraverso un sistema proposto sotto forma di premio, è concessa la possibilità di acquisire un quantitativo di criptovaluta senza dover passare per il controllo delle banche all’apice del monopolio monetario mondiale. Fin dal principio, tale procedura è stata essenziale al fine di dar vita al flusso digitale che attualmente verte in costante crescita. Il tutto grazie ai cosiddetti miners, ovvero coloro che si sono dimostrati disposti a mettere a disposizione un’ingente potenza energetica e informatica al fine di supportare la produzione costante di monete digitali. La potenza di calcolo necessaria era chiaramente elevatissima fin dai primi esperimenti di mining, motivo per il quale il premio per i miners risultava particolarmente elevato dal punto di vista delle monete digitali.

L’evoluzione del concetto e delle procedure di mining.

Chiaramente, il dispendio energetico necessario fino a poco fa per l’attività di mining ha destato il malcontento delle istituzioni legate alla tutela dell’ambiente dal punto di vista dell’impatto mining. Non a caso, visti i consumi elevati era evidente quanto il processo risultasse particolarmente gravoso dal punto di vista della sostenibilità. Il clamore della questione è arrivato a coinvolgere anche colossi del settore come Bill Gates ed Elon Musk, entrambi concordi nel demonizzare tale pratica e le conseguenze constatate. Per questa ragione, sono in sviluppo e costantemente sotto studio diverse opzioni per garantire le stesse performance di emissioni di criptovalute ma rispettando gli standard di rispetto per l’ambiente. Una delle alternative più in voga e che risulta quasi pronta per essere introdotta nel settore è quella del Proof of space and time di Chia. In alternativa al classico Proof of work del mining, questo metodo sostituisce il consumo energetico elevato con l’utilizzo di hard disk con la funzione di farming attraverso la memoria di massa. In sostanza, i classici miners utilizzerebbero lo spazio libero di questi strumenti per immettere sul mercato costantemente criptovalute senza quindi dover accedere ai processi precedentemente citati che necessitano inevitabilmente di un dispendio energetico insostenibile.

Qual è l’impatto effettivo delle criptovalute green

Con l’introduzione del farming attraverso l’utilizzo di hard disk era inevitabile che nascessero nuove valute digitali che puntassero proprio su questo sistema, come dimostrato dallo sviluppo esponenziale della criptovaluta Chia. L’impatto mining sul data center è in prospettiva, ma è già chiaro quello che potrebbe essere lo scenario futuro vista la corsa ad attrezzarsi con questa nuova forma di impatto mining ecologico. Nello specifico, i sistemi necessari per la distribuzione, elaborazione dei dati e conservazione degli hard disk potrebbero andare bel oltre le richieste, portando quindi ad un’impennata dei prezzi davvero considerevole. Gli hard disk potrebbero quindi diventare una materia prima tanto necessaria per i farmers quanto costosa e poco reperibile. Per conoscere ulteriori aspetti sugli ipotetici scenari futuri scopri maggiori dettagli sul sito hualma.it.