Azienda di illuminazione

Come avviare un’azienda di illuminazione

Il settore delle illuminazioni sta riscuotendo un grande successo negli ultimi anni, soprattutto grazie alla ricerca tecnologica che ha portato tantissimi apparecchi a svilupparsi per rendere sempre minore il consumo di energia elettrica e quindi garantire un risparmiamo per chi li utilizza. Per aprire un’azienda di illuminazione in Italia è necessario seguire un determinato iter burocratico e istituzionale simile in parte a quello di molte altre imprese.

Il primo step comune a qualunque futura azienda è quello dell’apertura della partita IVA presso l’agenzia delle entrate territoriale, il passaggio immediatamente successivo e altrettanto necessario è quello di iscrivere l’azienda in Camera di commercio della propria regione o ripartizione territoriale competente. Naturalmente dopo questi primi passaggi è opportuna l’iscrizione in altri due istituti molto importanti quali l’INAIL e l’INPS, infatti, qualora la vostra azienda volesse assumere dei collaboratori e non si ha queste sottoscrizioni la legge non ci permette di assumere nessuno.
Un altro tassello molto importante nella creazione di impresa di illuminazione è la decisione di dove aprire una sede fisica nella quale sarà possibile avere il reparto amministrativo della società e un ampio store nel quale i potenziali clienti potranno scegliere tra i vari modelli di apparecchi di illuminazione prodotti o commercializzati dall’azienda stessa.

Per un’azienda di illuminazione, a differenza di altri tipi di attività, non è molto importante la posizione geografica della sede, che possa essere in un punto di snodo o al centro della città, l’importante invece è la usa immediata rintracciabilità da parte dei clienti e la comodità nel poter parcheggiare in modo semplice e sicuro così da poter sostare per poi caricare con tutta calmare i prodotti acquistati. La posizione per questo tipo di azienda, come dicevamo, non è importantissima perché è un settore che viene utilizzato molto da professionisti del settore, architetti e da persone che stanno arredando casa pertanto tutte persone altamente interessate ai prodotti che produce e commercializza l’azienda.

Ovviamente per poter intraprendere un percorso aziendale in questo settore sono necessarie buone quantità di denaro e di organizzare il più dettagliatamente possibile un plan che permetta di sviluppare la propria attività passo dopo passo. Si stima che per aprire un azienda di illuminazioni partendo da zero sono necessari all’incirca una cifra che oscilla tra i 50 e i 200 mila euro per un’impresa di piccole-medie dimensioni.

Come dicevamo la parte fondamentale e forse più importante è avere uno store direttamente collegato all’azienda di illuminazione, che permetta la promozione dell’attività e che faccia conoscere alla clientela tutta la merce dell’azienda in modo tale da aumentare maggiormente i profitti e la sicurezza di avere un prodotto di qualità, inoltre, il personale che lavorerà all’interno dello store dovrà essere preparato e in grado di esaudire in modo efficiente le richieste di ogni cliente.

Il settore dell’illuminazione è uno di quei settori in forte espansione negli ultimi anni e che nei prossimi anni darà ancora più opportunità di lavoro grazie alle innovazioni tecnologiche che ogni giorno escono in questo settore. Questa è una delle idee imprenditoriali che potete prendere in analisi per aprire la vostra prossima attività, qui tante idee imprenditoriali per diventare imprenditori del futuro attraverso nuove tecnologie.

risparmio energetico

Quale è la differenza tra recupero energetico e risparmio energetico?

Gli impianti per il risparmio energetico e il recupero energetico.

In un mondo in cui dipendiamo sempre di più dalle fonti di energia di qualsiasi genere (specialmente non rinnovabili) ed in cui produciamo una mole di rifiuti sempre maggiore, è bene soffermarsi su temi importanti e attuali come il risparmio energetico e il recupero energetico.
Nonostante possano essere confuse o utilizzate intercambiabilmente, le due espressioni si riferiscono a pratiche e fenomeni distinti, che andremo di seguito ad illustrare:

  • Il risparmio energetico è l’insieme di quelle accortezze che gli individui adottano per far sì da ridurre l’uso di energia (spesso elettrica) necessaria al loro fabbisogno. A tal proposito, è da notare che lo Stato Italiano si pone a favore di chiunque adotti impianti per il risparmio energetico che limitano i consumi e salvaguardano l’ambiente offrendo incentivi conformati come sconti fiscali o bonus in bolletta, che rendono questa pratica molto conveniente oltre che attenta all’ambiente;
  • Il recupero energetico, d’altra parte, ha anch’esso una funzione cruciale nello sviluppo sostenibile della nostra società: si tratta del parziale riuso dei rifiuti che, piuttosto che essere semplicemente accatastati nelle vaste discariche che ci circondano, vengono valorizzati e sono in grado di avere una “nuova vita” sottoforma di energia o semplicemente nuovi oggetti nati dal riciclo. È un esempio lampante quello dei cosiddetti PFU (Pneumatici fuori uso) i quali grazie alle loro caratteristiche chimico-fisiche hanno un potere calorifico pari a quello del carbone e ciò li rende una fonte energetica largamente usata in tutto il mondo per soddisfare la domanda di settori industriali con un fabbisogno energetico molto alto come cementifici o centrali di produzione di energie/vapore, che lo utilizzano sotto vari formati (intero, ciabatta, etc).

Non resta, dopo aver descritto nel dettaglio i processi di risparmio energetico e recupero energetico, le relative tecniche e i benefici che comportano in un’ottica di sviluppo sostenibile e crescita ecologica della nostra società e del nostro territorio, che invitare i gentili lettori di questa guida a prestare sempre crescente attenzione a queste pratiche, per concorrere tutti al benessere della comunità.

Scegli una lampada votiva per l eternità

Scegli una lampada votiva per… l’eternità

Le onoranze funebri e l’omaggio ai defunti

Le onoranze funebri comprendono tutta una serie di celebrazioni finalizzate ad omaggiare e, per l’appunto, onorare la memoria del defunto. Sono diversi i metodi attraverso cui ricordare i propri cari: in primis, ovviamente, vi è la consultazione di un’azienda apposita che sappia rispettare le esigenze dei familiari di colui che è venuto a mancare. Le imprese in questione si contraddistinguono le une dalle altre per le modalità con cui i funerali e i riti funebri vengono organizzati e celebrati: alcune aziende puntano sullo sfarzo, altre su riti più contenuti, altre ancora su una via di mezzo che possa in ogni caso soddisfare pienamente le aspettative di coloro che intendono ricordare la persona scomparsa.

Ricordare il defunto: la luce votiva

Tra le usanze più apprezzate in assoluto dal punto di vista del ricordo e dell’omaggio nei confronti del defunto va evidenziato l’utilizzo della luce votiva. Le lampade votive, come dice il nome stesso, consistono in un lumino funzionante, nella maggior parte dei casi, grazie al collegamento all’impianto votivo cimiteriale. La lampada votiva è un elemento tradizionale e ampiamente sfruttato ai fini della commemorazione della persona scomparsa, come si può osservare nei cimiteri di qualsiasi città. Spesso si parla di lampada votiva perpetua in quanto il lumino, essendo collegato all’impianto elettrico cimiteriale, non perde mai di intensità nel tempo, risultando sempre illuminato. Sarà anche per questo motivo che la lampada votiva appare come una delle soluzioni più apprezzate nell’ambito delle onoranze funebri: una luce che non si spegne mai, nonostante passino gli anni, è sinonimo di vicinanza costante al defunto.

Onoranze funebri: le richieste specifiche

Non sempre è facile individuare una valida azienda di onoranze funebri che possa commemorare colui o colei che è scomparsa. Tuttavia, è pur sempre possibile prendere alcuni accorgimenti prima di mettersi in contatto con un’impresa funebre piuttosto che con un’altra. In linea generale, alla base di tutto vi è la completezza del servizio: un’impresa che fornisca, tra le altre cose, un gran numero di opzioni commemorative sarà sicuramente più valida rispetto a chi, invece, fornisce un servizio piuttosto esiguo. Se invece si desiderasse ottenere un servizio specifico, oppure di un’agenzia funebre che si trovi in una specifica zona della tua città, allora sarà utile fare ricerche specifiche, come ad esempio:Onoranze funebri a Niguarda. Una volta messi in contatto con l’agenzia funebre della zona, si dovranno avanzare le proprie richieste ai gestori dell’impresa. Richieste come la scelta di celebrare il funerale in una certa maniera, o di utilizzare un certo tipo di lampada votiva, o ancora di optare per una tipologia ben precisa di arte funebre.

D’altronde, l’ultima parola spetta sempre al cliente.

Guida alla scelta del videocitofono

Guida alla scelta del videocitofono

La scelta del videocitofono è un momento cruciale per chiunque stia per completare una ristrutturazione o voglia, più semplicemente, rendere più sicura la propria abitazione. Una rapida guida alla scelta del videocitofono potrebbe aiutare nell’impresa di fare chiarezza e ponderare meglio gli acquisti.
Premesso che è impossibile addentrarsi nei tecnicismi e in tutto ciò che ha a che vedere con cablaggi, impianti e collegamenti interni (per i quali sarebbe meglio affidarsi a un tecnico elettricista preparato e qualificato in impianti di videosorveglianza, che possa analizzare in loco la situazione),  possiamo suggerire alcuni trucchi per scegliere il videocitofono ideale dal punto di vista puramente funzionale.

 

Guida alla scelta del videocitofono: consigli per l’acquisto

Come ci spiega Emmebistore, azienda specializzata in sistemi di videosorveglianza e videocitofoni, i videocitofoni di buona qualità devono essere robusti e in grado di resistere alle intemperie senza che venga compromessa la qualità audio/video che sono in grado di restituire all’osservatore che li utilizza.

Per scegliere un videocitofono è inoltre necessario considerare:

  • Il numero delle pulsantiere: ovvero il numero di apparecchi da applicare all’esterno. Quanti devono essere? Dipende dal numero di ingressi dell’abitazione. Se ci sono porte sul retro, sarà necessario optare per 2 o più pulsantiere;
  • Il numero di comandi interni per la risposta: se l’appartamento che il videocitofono dovrà servire è piccolo o strutturato su un piano soltanto, ne basterà uno. In caso contrario sarebbe suggeribile prevedere un comando interno per ogni piano dell’abitazione o per ogni vano molto frequentato (es. cucina e camera da letto);
  • La tipologia dei comandi interni: in molte villette multi-familiari convivono nello stesso appartamento l’anziana nonna e, ad esempio, i giovanissimi nipoti. In base alle aree frequentate maggiormente da ambo i soggetti, risulterà utile predisporre sia comandi interni con monitor funzionali e tecnologici, che soluzioni più semplici e pratiche, intuitive, come i classici comandi interni con cornetta. Questo consentirà, all’interno della stessa struttura abitativa, di far coesistere la tecnologia più avanzata con la semplicità d’uso, perfetta per chi, con la tecnologia, non ci va molto d’accordo;
  • L’eventuale acquisto di sistemi di split: gli splitter di risposta consentono di aprire singolarmente, ad esempio, il cancello d’accesso al garage e il portone d’ingresso. Se assenti e non previsti nell’impianto, l’eventuale apertura di una porta scatenerà inevitabilmente anche l’apertura degli altri ingressi, di qualunque tipo essi siano. Se la soluzione abitativa prevede doppia porta o porta + garage, meglio dunque affidarsi a un buono splitter del segnale così da poterle governare singolarmente.
mettere a norma l'impianto elettrico

Perchè mettere a norma l’impianto elettrico?

È necessario mettere a norma un impianto elettrico per far sì che i circuiti funzionino perfettamente; sono indispensabili una serie di componenti, materiali e dotazioni che variano in base alla grandezza della casa. In questa guida offerta da Edilnet.it trovi tutte le informazioni al riguardo.

Quando un impianto elettrico è “a norma”?

I nuovi impianti elettrici sono soggetti alla norma CEI 64-8, che prevede tre livelli qualitativi e che pone delle regole precise sui limiti minimi prestazionali che devono possedere gli impianti di nuova installazione.

È fondamentale sapere che l’azienda prescelta per l’installazione di un nuovo impianto elettrico a norma fornisce una certa potenza impegnata che non è uguale per tutte le case, ma varia a seconda della superficie dell’appartamento: per una superficie fino a 75 mq il valore minimo è di 3 kW, per le superfici di metrature superiore è di 6 kW. Nel caso di impianti elettrici già esistenti, di solito sono realizzati per 3 kW di potenza impegnata; se si ha bisogno di una potenza superiore è possibile aumentare l’utenza da 3kW a 4,5 kW fino anche a 6 kW, presentando regolare richiesta.

Per realizzare un impianto elettrico a norma è necessario seguire una serie di parametri stabiliti dalla CEI e affidarsi a professionisti del settore. Un impianto elettrico a norma deve essere adeguatamente isolato e dotato di dispositivi salvavita come la protezione dei cavi elettrici, i quadri dedicati, i contatori salvavita, le canaline di sicurezza e le prese a muro ben fissate e protette.

Un impianto elettrico a norma deve avere tre tipologie di cavi: quello nero per la fase corrente, quello blu per il neutro e quello giallo-verde per la messa a terra; le prese devono essere installate a 30 centimetri da terra e gli interruttori a un metro circa.

Un impianto elettrico a norma può essere incassato o esterno. Il primo prevede il passaggio dei cavi esternamente alle pareti, inseriti nelle canaline. In quello incassato i cavi vengono fatti passare attraverso i muri o sotto il pavimento.

Impianto a norma: i vantaggi

Installare un impianto elettrico a norma permette di avere un’alta efficienza dello stesso, evitando qualsiasi possibilità di spreco e quindi garantendo un buon risparmio per l’utilizzatore. Affidando il lavoro ad un professionista del settore, si avrà la certezza che nulla venga lasciato al caso e che vengano impiegati i componenti giusti e a norma, nei tempi e nei modi più idonei e sicuri.

Messa a norma dell’impianto elettrico: a chi rivolgersi?

Per la messa a norma di un impianto elettrico o l’installazione di un nuovo impianto elettrico a norma, è necessario affidarsi ad un professionista del settore che vi garantirà l’esatto processo di realizzazione.

Innanzitutto redigerà il progetto di installazione, composto da computo metrico, schema elettrico e progetto finale. In questo modo avrà la possibilità di tener conto della disposizione degli elementi di arredo della casa, dei punti di installazione degli elettrodomestici, quelli più grandi come frigorifero, forno e lavatrice, di una distribuzione esatta e omogenea delle prese della corrente lungo tutte le pareti dell’abitazione, il tutto per la maggior efficienza possibile dell’impianto elettrico. Grazie al progetto è anche possibile riuscire a fare una stima dei costi per interventi e materiali e avere una visione d’insieme molto dettagliata, che farà da guida durante la realizzazione dei lavori.

Il tecnico passerà poi alla messa in opera dell’impianto elettrico; egli saprà impiegare i componenti migliori e collocare tutte le parti nei posti e nei modi giusti. Tutto ciò tenendo conto del luogo, delle normative vigenti e del risultato atteso dall’utente.

Alla fine, sarà compito del professionista provvedere al collaudo dell’impianto elettrico installato, in modo da verificare il corretto funzionamento di tutti i componenti quali prese, interruttori, dispositivi di sicurezza e tutto il resto.

Fondamentale il rilascio della dichiarazione di conformità, grazie alla quale avrete la certezza che l’impianto sia stato eseguito secondo le normative CEI e che l’installatore si assume tutte le responsabilità del lavoro svolto.

Impianto elettrico a norma: come risparmiare?

Il miglior modo di risparmiare è quello di richiedere più preventivi alle ditte specializzate nel settore. Grazie a Edilnet.it potrai affidarti ai migliori professionisti sul mercato, confrontando i preventivi messi a disposizione e scegliendo la soluzione che ti soddisfa con il miglior rapporto qualità/prezzo.

Caldaia che non funziona come intervenire dal punto di vista elettrico ed idraulico

Problemi alla caldaia? come intervenire dal punto di vista elettrico ed idraulico

Una caldaia a gas che non si accende è inutile finché non viene riparata. Le caldaie devono accendersi per far funzionare il riscaldamento centrale della casa e per alimentare l’acqua calda ad uso sanitario che esce dai rubinetti dei lavabi e delle docce. Tuttavia, scoprire perché una caldaia non funziona può essere una sfida e probabilmente sarà necessario l’aiuto di un ingegnere, di un idraulico o di un elettricista. I problemi, infatti, potrebbero essere di varia natura, interessare vari comparti singoli o che lavorano insieme. Oggi, con questo articolo scopriremo come far tornare alla vita una caldaia che non ne vuol più sapere di funzionare. Se dopo i vari tentativi che facciamo da soli non riusciamo a ripristinarne il funzionamento occorrerà chiamare un tecnico di assistenza caldaie certificato.

 

Il prezzo di un intervento del genere varia a seconda della natura del guasto. Normalmente c’è una quota fissa per i “diritti di chiamata”, nell’ ordine di 30 o 40 euro, che verranno scalati al momento che si accetta la riparazione della caldaia. Il costo totale dell’intervento è influenzato anche dal tipo di componente da sostituire e dal tempo occorso per la riparazione.

 

In alternativa, se disponi di una copertura di assistenza della caldaia sottoscritta con alcuni tipi di assicurazioni l’intervento è gratuito. C’è da chiamare un numero verde di pronto intervento con i tecnici a disposizione che interverranno entro 24 ore dalla chiamata.

 

Per scoprire perché la tua caldaia non si accende, rispondi alle seguenti domande:

Hai ancora del gas?

Accendi i fornelli della cucina o un altro apparecchio a gas per verificare che la fornitura di gas domestica funzioni ancora. Se la tua fornitura non funziona, controlla che la valvola di intercettazione del gas sia aperta: tu o altri potrebbero averla accidentalmente chiusa. Se la valvola è aperta ma non hai ancora il gas, dovrai contattare il tuo fornitore di servizi di utilità pubblica per scoprire cosa è andato storto.

Il ripristino della caldaia funziona?

La caldaia non si accende? Molti modelli hanno un interruttore manuale di ripristino (reset), premilo per spegnere e riaccendere la caldaia e ricalibrare i suoi meccanismi. Se non riesci a vedere questo interruttore sulla tua caldaia, potresti essere in grado di ripristinarlo spegnendo e riaccendendo l’alimentazione elettrica. Questo può risolvere una vasta gamma di guasti alla caldaia. Prova a controllare il manuale per vedere dove è posizionato il tasto di reset o di spegnimento.

La pressione dell’acqua è troppo bassa?

Alcune caldaie smetteranno di funzionare del tutto e non si accenderanno se la pressione dell’acqua è troppo bassa. Le caldaie domestiche dovrebbero avere una pressione dell’acqua di 1 bar – questo valore dovrebbe essere segnato sui manometri. Se la pressione sulla tua caldaia è inferiore gira la manovella, solitamente blu, per far caricare l’acqua. Sentirai il rumore tipico di caricamento dell’acqua. Fermati quando sei di nuovo ad 1 bar di pressione.

Il tubo della luce pilota è otturato?

Nel corso del tempo, la fuliggine e altri detriti possono formarsi all’interno di un tubo iniettore pilota, intasandolo. Il tubo pilota, o fiamma pilota, è accesa sulla caldaia? Potrebbe essere a causa di detriti. Tutto ciò può portare a luci pilota che continuano a soffiare, o luci pilota che non si accendono affatto. Per controllare e rimuovere tutte le sostanze all’interno del tubo. Affidati ad un professionista del settore, questa è un operazione molto delicata e la rottura del tubo dell’iniettore del gas o il suo montaggio improprio potrebbero causare perdite di gas, incendio e avvelenamento da monossido di carbonio.

Calcare all’interno dei tubi dell’acqua

Molti modelli sono dotati di decalcificatore, un piccolo serbatoio che toglie il calcio dall’ acqua. Un accumulo eccessivo che si è formato all’ interno dei tubi nel corso degli anni ostruisce il passaggio dell’acqua. I tubi vanno lavati con decalcificatore.

La caldaia funziona ma continua a spegnersi

Se il tuo termostato si è rotto, la tua caldaia non sarà in grado di riconoscere la temperatura dell’acqua, e si spegnerà automaticamente per evitare il surriscaldamento dell’apparecchio o perché presume che abbia già raggiunto la temperatura richiesta. Dovrai sostituire il termostato: potresti risparmiare denaro acquistando un termostato più recente, in quanto ciò potrebbe ridurre le tue bollette energetiche a lungo termine. Molto interessanti sono i nuovi cronotermostati wifi che permettono di controllare da remoto l’accensione e lo spegnimento della caldaia quando non siamo in casa. Si risparmiano parecchi soldi in bolletta del gas grazie ad una migliore gestione del consumo energetico.

 

Anche lo scambiatore di calore potrebbe essersi rotto. Sarà necessario sostituirlo, in quanto potrebbe essere pericoloso, specialmente se la caldaia continua ad accendersi e spegnersi.

 

Se la caldaia continua a spegnersi, ciò potrebbe essere dovuto a valvole chiuse, aria compressa nel sistema o alla pompa rotta. La caldaia si spegne automaticamente a causa di meccanismi di sicurezza incorporati – se non si spegne, la caldaia potrebbe surriscaldarsi.

 

Se c’è aria nell’impianto basta far sfiatare i singoli radiatori dalle valvoline che si trovano di lato su ogni calorifero.  Controlla se i tuoi radiatori sono caldi come dovrebbero essere – se alcuni di loro sembrano freddi, fai uscire acqua e aria dalle valvoline. Se c’è abbastanza aria nel sistema ciò farà sì che la caldaia si spenga, dovrebbe essere ovvio quando si inizia a spurgare i radiatori, poiché ne uscirà molta di aria.

Consumo condizionatori

Quanto consuma un condizionatore e come alzare il rendimento energetico

I condizionatori o climatizzatori d’aria sono tra gli elettrodomestici che piú assorbono elettricità nella nostra casa. Quando arriva l’estate cominciamo ad accenderli, ma ci accorgiamo soltanto a settembre, ottobre, quando arrivano le bollette, quanto ci sono costati dal punto di vista energetico. Occorre quindi, prima del loro uso sconsiderato, fare una riflessione sui consumi per non dover alla fine pagare un prezzo troppo salato.

Come capire quanto stanno consumando

Se avete pazienza di soffermarvi sulle etichette energetiche dei condizionatori noterete la loro classe di appartenenza. Quelli in classe “B” o “C” ormai sono scomparsi dai scaffali dei negozi di elettrodomestici, consumavano veramente troppo. Ora ci sono quelli in classe:

  • A
  • A+
  • A++
  • A+++

Potremmo avere anche una doppia classe, ad esempio A in riscaldamento e A+ in raffreddamento. A+++ è quello piú efficiente. La classe è legata anche ad un altri due parametri SCOP e SEER. Il primo si riferisce alle prestazioni di efficienza in riscaldamento, il secondo in raffrescamento. Piú è alto questo valore maggiore saranno le prestazioni del condizionatore. Ad esempio un climatizzatore classe A+++ avrà un SEER di 9. Un climatizzatore A+ avrà un SEER di 6.

Ovviamente i costi di questi due modelli differiscono tra loro ed è chiaro capirne il perchè, arrivamo a pagare anche il doppio. Dipende da voi. Se usate tanto il condizionatore un classe A+++ fa recuperare l’investimento iniziale in un paio di anni.

Ovviamente il consumo varia anche in base alla potenza del condizionatore. Si esprime in BTU, BRITISH THERMAL UNIT. I piú utilizzati in casa sono quelli da 9000 e 12000 BTU. Ci sono poi i sistemi dual o trial split. Ovvero un unico motore che alimenta due o piú split. In questi casi le potenze, così come i consumi, raddoppiano o si triplicano.

Dual o Mono split

spesso c’è l’esigenza di climatizzare piú stanze. In questi casi le opzioni sono due. Usare un monosplit per ogni stanza col proprio motore oppure usare un sistema multi split. La comodità d quest’ultima soluzione è quella di avere un solo motore esterno che occupa meno spazio. Lo svantaggio è dal punto di vista energetico, Tanti monosplit consumano meno di un solo multisplit che ha il motore acceso anche se solo un condizionatore è in funzione di tre.

Calcolo del consumo energetico

per capire realmente quanto un condizionatore ci fa spendere in bolletta dobbiamo andare davanti al nostro contatore dell’ elettricità. Segniamo l’assorbimento di corrente in quel momento. Ora accendiamo i condizionatori, aspettiamo una mezz’ora che inzino ad andare a regime e torniamo davanti al contatore. Segniamo di nuovo l’assorbimento energetico e facciamo la differenza tra il valore di prima e quello attuale. Ovviamente nel frattempo non abbiamo acceso altri elettrodomestici.

Esempio

  • assorbimento prima dell’ accensione dei condizionatori 1100 watt
  • assorbimento dopo l’accensione dei condizionatori 1900 watt

I nostri condizionatori stanno consumando 1900-1100= 800 watt l’ora.

Calcolando una media di 22 centesimi di euro per il costo di un kilowatt, ogni 10 ore di uso dei condizionatori ci costano 2,2 euro. Ponendo che li utilizziamo tutti i giorni, ci costano 66 euro al mese (2,2 x 30) non è poco. Stesso discorso in inverno, quando li utilizziamo in pompa di calore per riscaldare gli ambienti.

Diminuire il consumo

per non esagerare col l’assorbimento energetico ci sono diverse soluzioni. Innanzitutto partiamo dalla giusta progettazione un impianto. Su consiglio degli amici di ricaricacondizionatori.eu, esperti nel montaggio condizionatori a Roma, abbiamo fatto delle considerazioni.

Se avete i soffitti alti l’ideale è quello di farvi installare dei controsoffitti riducendo il volume dell’ aria da raffreddare. Questa cosa è importantissima. Non avete idea di quanto si risparmia. Un controsoffitto isolante inoltre aiuta molto durante l’inverno abbassando la dispersione di calore. Ricordate che il calore tende a salire per principio fisico, quindi creare una barriera in alto è ottimale.

Gli infissi sono importanti tanto quanto il controsoffitto. In legno o in Pvc aiutano a coibentare la casa e a non far entrare caldo o freddo.

Ricordiamo di togliere dalla stanza eventuali fonti di calore che fanno abbassare le prestazioni dei condizionatori, ad esempio:

  • forni elettrici
  • computer particolarmente potenti
  • presenza di molte persone

Un ventilatore può essere usato per aumentare le prestazioni di un condizionatore, specie se è usato per rinfrescare piú ambienti separati da mura. Il ventilatore consuma appena 50-60 watt e spinge l’aria fredda diffondendola li’ dove non arriverebbe.

Non esageriamo con la temperatura fredda. In casa in estate non dobbiamo scendere sotto i 25-26 gradi, soprattutto se arriviamo dall’ esterno in cui ci sono 40 gradi.

Se abbiamo un giardino la presenza di alberi o piante ad alto fusto vicino la casa aiuta ad abbassare la temperatura e a fornire ombra.

I pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità

L’idea di produrre elettricità in modo gratuito ha sempre affascinato. I pannelli producono al massimo delle loro possibilità proprio in estate quando le temperature sono piú alte. Nei mesi di giugno-luglio-agosto un impianto da 1 kilowatt è sufficiente per alimentare un sistema di condizionamento da 12000 Btu e anche piú. Ovviamente per fare ciò dobbiamo avere a disposizione almeno 8 mq di spazio per montare un impianto fotovoltaico.

Il costo è di circa 1600 euro per un sistema da 1 Kwp, ovviamente questo impianto è utile anche in inverno quando i condizionatori potranno essere usati per riscaldare una casa. Se avete uno spazio in cui il sole batte tutto il giorno prendete in considerazione l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica. E’ una cosa fantastica.

Potete anche motnare sistemi da 2 o 3 Kwp ricordando che l’energia prodotta che non utilizzate potete scambiarla con il Gestore energetico grazie al cosiddetto “scambio sul posto”. L’energia che non viene consumata viene ceduta, il Gse ci offre dei crediti per l’acquisto di energia elettrica di notte, quando l’impianto fotovoltaico non produce elettricità.

Quattro trucchi per spendere di meno sulla bolletta della luce.

Consigli su come risparmiare sulla bolletta dell’energia elettrica.

Pochi temi sono sentiti quanto quelli che riguardano i soldi e, nello specifico, quelli che riguardano spese mensili obbligatorie. Per ovviare queste problematiche è bene conoscere nello specifico come ridurre i costi e poter, così, risparmiare sulla bolletta della luce. È possibile? Certamente lo è ma occorre utilizzare dei piccoli accorgimenti e, allo stesso tempo, avere una profonda conoscenza di quello che è il contratto di utenza che decidiamo di firmare.
Nello specifico possiamo elencare quattro piccoli segreti per ottenere delle positive sorprese dalle nostre bollette.

Conoscere le fasce di consumo della luce.

Risulta particolarmente interessante, per capire quando e come poter consumare, conoscere le fasce di consumo. Cosa sono? Si tratta della suddivisione oraria, stabilita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e tesa a garantire una diversità dei costi a seconda del momento di consumo giornaliero. Conoscere tale distinzione serve a comprendere appieno quando è più o meno conveniente poter utilizzare i propri apparecchi energetici. Tali fasce sono direttamente proporzionali a quando la luce costa di più e sono, quindi, in relazione al costo necessario per produrre energia.

Esiste una fascia di orario più conveniente?

La risposta è secca: no, perché ciò dipende da quando si è in casa e i momenti in cui si necessita l’utilizzo di energia. Per saperne di più, occorre conoscere dettagliatamente tali fasce, identificabili così:
• F1: si tratta della fascia più comune in quanto si riferisce agli orari nei quali è previsto il massimo picco di consumo energetico causato da uffici e zone lavorative;
• F2: riguarda i momenti orari immediatamente precedenti o successivi quelli della fascia F1;
• F3: festivi e notti e, nello specifico, tutti gli orari nei quali è prevista una minore richiesta energetica da parte della società;
• F23: si tratta di un mix tra la F2 e la F3, già menzionate.

Scegliere il miglior fornitore di energia elettrica.

Di fornitori di energia il mercato è, ormai, pieno. La situazione prevede un eventuale crescita con la liberalizzazione del mercato dell’energia che, dal 2019, prevederà ulteriori stravolgimenti in itinere. In tal senso un confronto delle bollette permetterà di scoprire qual è quello che, nello specifico, presenta l’offerta migliore in un determinato momento. Inoltre risulta essere particolarmente utile conoscere, in relazione alle già citate fasce di consumo, i tipi di tariffe che si possono scegliere.
• Tariffa monoraria: il costo delle utenze dipenderà esclusivamente dall’orario in cui si consuma energia;
• Tariffa multioraria: in ogni ora il dispendio energetico avrà un costo diverso;
• Tariffa bioraria: è una combinazione delle due diverse e già citate tariffe e, in tal caso, i costi in bolletta dipenderanno sia dal prezzo standard stabilito dall’Autorità che dalla fascia oraria di consumo.

Occhio allo stand-by degli elettrodomestici.

Grandissimi amici della nostra vita domestica nonché semplificatori assoluti della quotidianità gli elettrodomestici rappresentano, a tutti gli effetti, delle potenziali armi a doppio taglio. Al fianco delle loro incredibili utilità nella nostra vita si può infatti affiancare la possibilità di avere dei costi in bolletta esagerati. Ciò è dovuto essenzialmente a quattro fattori:
• La classe energetica degli stessi (in generale, più sono antichi gli elettrodomestici e maggiore sarà il consumo);
• La grandezza degli apparecchi (più sono capienti e più richiederanno energia);
• Il tempo di utilizzo effettivo degli stessi;
• Lo stand-by, ossia quella fase in cui si trovano in attesa di ulteriori comandi.
Particolare attenzione va prestata soprattutto a quest’ultima parte; se quando utilizziamo un apparecchio lo portiamo sull’ON e quando lo spegniamo ne terminiamo la funzione con il bottone OFF questo momento rischia di essere un danno per le nostre bollette. Si tratta infatti di momenti nei quali gli elettrodomestici si mantegono allerta – solitamente attraverso spie fisse o intermittenti – generando comunque un dispendio di energia elettrica e un implicito aumento del nostro costo in bolletta.

Quali sono gli elettrodomestici che consumano più energia?

A tal pro possiamo conoscere quali sono i tre elettrodomestici di uso comune che, in casa, producono un più alto consumo energetico. Questi sono:
• Forno elettrico (consuma più di quello a gas);
• Lavatrice;
• Ferro da stiro.
Attenzione quindi al momento in cui decidiamo di utilizzarli e a quelli – sicuramente più frequenti – nei quali dobbiamo optare per disattivarli totalmente: è la bolletta che ce lo chiede.

Utilizzare dei sistemi per misurare i consumi energetici.

Lo sviluppo della tecnologia permette di tenere sotto controllo tutto il dispendio energetico dell’edificio. Questo fa sì che grazie a semplici applicazioni è possibile – dal proprio PC o ancor meglio dallo smarpthone, se lontani da casa – di poter misurare quello che è il consumo energetico derivato dalle proprie azioni. A tal senso un particolare sviluppo si è avuto nello studio e nell’applicazione dei cosiddetti smart meter, lettori intelligenti dei propri contatori che permettono di calcolare il consumo orario di acqua, luce e gas. Il loro utilizzo porta il duplice vantaggio per l’utente di conoscere per filo e per segno quanto si sta spendendo e, per il fornitore locale, di poter realizzare un calcolo e, quindi, una bolletta appropriata a ciò che si è realmente speso.

Smart Home aumentano le richieste dei dispositivi di illuminazione e di videosorveglianza

Smart Home, aumentano le richieste dei dispositivi di illuminazione e di videosorveglianza

Le nuove abitazioni del futuro saranno tutte integrate dalla tecnologia Smart Home in grado di rendere ancor più funzionale e semplice il controllo della propria unità abitativa anche a distanza tramite smartphone, tablet o computer.

Grazie alla tecnologia Smart Home sarà di fatti possibile detenere il controllo della maggior parte degli elettrodomestici e dei dispositivi presenti all’interno della casa, programmando riscaldamenti, luci, chiusura delle finestre, apertura della porta del garage e molto altro ancora.

Il 30% delle richieste totali relative al mondo dell’automazione della propria unità famigliare si riferisce soprattutto alla videosorveglianza e ai sistemi di illuminazione, per poi comprendere anche la chiusura e l’apertura centralizzata delle porte, delle finestre, dei cancelli, tende, garage, ecc., azionabili con un semplice click e un’interfaccia funzionale.

Un 13% circa invece si rivolge ai professionisti per l’installazione e l’impianto dei climatizzatori per la casa al fine di trarre un netto risparmio di denaro sul costo complessivo annuo delle bollette. Per quanto riguarda gli interventi di domotica all’interno della propria abitazione sono previste agevolazioni fiscali come l’ecobonus per una detrazione del 65% e dell’11% nei casi di impianto climatizzatore. Un 9% preferisce affidarsi a professionisti per tende e tapparelle al riparo dagli agenti atmosferici, allo stesso modo di chi preferisce ricercare un unico dispositivo grazie al quale comandare più di una funzionalità all’interno della propria Smart Home.

Un 5% si serve della domotica per rendere il giardino funzionale e programmabile senza alcun intervento fisico, nella stessa percentuale di chi opta per un controllo remoto del televisore.

Le Caratteristiche Principali di un Sistema Smart Home

All’interno di un’abitazione domotica, denominata anche Smart Home, sarà possibile integrare insieme tramite un unico telecomando o applicazione supportata, tutti gli apparecchi elettronici presenti all’interno servendosi solamente di una connessione internet.

L’unità abitativa, come ci ricorda BloccoTech, si trasforma in questo caso in una vera e propria casa intelligente in grado di gestire da remoto i dispositivi elettronici per un maggior controllo fuori casa di ciò che potrebbe avvenire all’interno e all’estero, una miglior sicurezza, protezione, un risparmio sul costo delle bollette e un comfort abitativo. Una Smart Home potrà quindi essere dotata di un monitoraggio di vari parametri come salubrità dell’aria, tasso di umidità, temperatura, CO2, ecc.; accesso remoto alle telecamere perimetrali; sicurezza antintrusione grazie alle videocamere; monitoraggio costante di consumi energetici tramite gli elettrodomestici di ultima generazione; gestione dell’illuminazione; delle tapparelle, delle tende, del climatizzatore; dei sistemi di riscaldamento; della televisione; segnalazione della qualità dell’aria e attivazione dei filtri e molto altro.

Tutti i dispositivi elettronici presenti all’interno dell’unità abitativa domotica dovranno corrispondere alle tecnologie di ultima generazione in modo tale da poter essere integrate ai controlli a distanza, adattabili al Wi-Fi e al controllo remoto. La Smart Home ricopre un ruolo di sicurezza e gestione a 360 gradi, comprendendo sia gli interni che gli spazi esterni come il giardino, la presenza di una piscina, l’eventuale intrusione di estranei. Grazie alle applicazioni specifiche l’utente potrà ricevere segnalazioni di pericolo tramite smartphone o email, con conseguente invio delle riprese e possibilità di accedervi in tempo reale.

Come trovare un elettricista

Come trovare un elettricista

Figura professionale tra le più richieste e importanti, l’elettricista si rivela utile non solo per risolvere piccoli guasti ma anche in tutte quelle situazioni in cui è necessario realizzare nuovi impianti, collaudi e manutenzioni. Affidarsi alla mano d’opera del professionista giusto vuol dire sia evitare i danni del fai da te sia avere la certezza di un lavoro eseguito a regola d’arte.
Quando serve un elettricista?

Spesso la prestazione professionale di un elettricista viene relegata all’ambito della progettazione e del collaudo di nuovi impianti elettrici. In realtà le sue competenze sono necessarie per risolvere una serie di piccoli e grandi problemi che possono verificarsi nella vita quotidiana. Ad esempio un elettricista serve per:

  • Riparare gli elettrodomestici – Spesso quando un elettrodomestico mostra segni di malfunzionamento oppure si rompe viene immediatamente sostituito con un altro. Se questo atteggiamento è comprensibile nel caso di apparecchi economici, non lo è altrettanto nel caso di oggetti più costosi o grandi come lavatrici o frigoriferi. L’elettricista può risolvere il problema a un costo decisamente inferiore rispetto a quello relativo a un nuovo acquisto.
  • Installare un climatizzatore – Poter disporre di una casa fresca durante gli afosi mesi estivi non è più un lusso, ma una vera e propria esigenza in termini di vivibilità e l’installazione di un climatizzatore risulta una delle scelte più funzionali e pratiche. L’elettricista è la figura professionale adatta sia per installare tali sistemi sia per occuparsi della loro manutenzione.
  • Intervenire sugli impianti fotovoltaici – Il mercato relativo agli impianti fotovoltaici è in rapida ascesa. Un elettricista qualificato è perfetto sia per la manutenzione di tali impianti sia per il pronto intervento in caso di malfunzionamento.
  • Installazione impianti audio-video – È di fondamentale importanza per tutti coloro che desiderano godere a casa propria di sistemi audio-video di ultima generazione, affidarsi alla competenza di un elettricista qualificato. Non solo infatti garantisce un’installazione a dovere ma a fine lavori fornisce una serie di certificazioni necessarie, ad esempio, nel caso in cui si voglia assicurare la propria abitazione.
  • Installazione videocitofoni e telecamere di sorveglianza – La sicurezza della propria abitazione o del posto del lavoro sono essenziali per poter vivere sereni. L’elettricista si occupa sia dell’installazione che della manutenzione di impianti di videosorveglianza e citofoni.
  • Installazione e manutenzione di sistemi di distribuzione dell’elettricità – Quando occorre metter mano su alternatori, circuiti, distributori e generatori, la figura professionale dell’elettricista diventa insostituibile in quanto il fai da te può rivelarsi estremamente pericoloso.
  • Interventi su impianti elettrici in fase di costruzione e ristrutturazione – L’opera dell’elettricista in questo caso è necessaria per legge in quanto il professionista rilascia al termine dei lavori le certificazioni delle attività svolte sull’impianto in questione.

Come cercare un elettricista

Cercare un buon elettricista può rivelarsi un’impresa impossibile, soprattutto quando ci si trova di fronte a un’emergenza o quando ci si è appena trasferiti in una nuova città. Se da una parte il passaparola può essere l’arma vincente soprattutto nel caso di professionisti conosciuti e di indubbia bravura, alcune volte può rivelarsi inutile o addirittura penalizzante dal punto di vita economico.

Prima di decidere a chi affidare il lavoro è buona norma procurarsi una serie di preventivi che possano dare un’idea della spesa da affrontare. Spesso però ci si scoraggia di fronte alla necessità di contattare fisicamente uno per volta gli elettricisti per chiedere un preventivo, e il rischio è quello di scegliere a caso.

La soluzione migliore è affidarsi alle enormi potenzialità del web e cercare online il professionista più adatto. Grazie a siti come Edilnet.it, un semplice click è sufficiente per trovare un elettricista subito disponibile, vicino alla propria abitazione e conveniente dal punto di vista economico.

Su Edilnet è possibile inserire la propria richiesta per ricevere una serie di preventivi chiari dove sono illustrati costi e modalità di intervento. Un modo molto semplice ed efficace per metter in contatto clienti e professionisti e soprattutto per poter decidere in completa autonomia a chi affidare il lavoro.
Dove trovare un elettricista

Come già sottolineato in precedenza, cercare il proprio elettricista online vuol dire assicurarsi la possibilità di scegliere un professionista cucito su misura delle proprie esigenze. Su Edilnet è possibile trovare tale figura professionale in modo pratico e veloce.

Utilizzare Edilnet è molto semplice perché non bisogna far altro che inoltrare la propria richiesta di preventivo senza la necessità di nessuna registrazione. In questa fase occorre essere il più possibili chiari ed esaurienti. È necessario indicare la propria città, le caratteristiche professionali richieste e le competenze. Inserire delle foto in caso di lavori particolarmente impegnativi può agevolare il professionista nella redazione di un preventivo corretto. A questo punto, dopo aver aggiunto la propria mail o il recapito telefonico, non rimane altro che inviare la richiesta.

Grazie ad Edilnet.it è possibile ricevere fino a 4 preventivi gratuiti da poter consultare e confrontare liberamente. Costi, modalità di intervento, certificazioni: attraverso i preventivi ricevuti si ha una panoramica completa di quello che il professionista propone.

Da questo punto di vista si capisce come scegliere l’elettricista online sia l’unico sistema per garantirsi gli interventi di cui si ha bisogno al prezzo che si ritiene più giusto, in base alle proprie esigenze.

Dopo la scelta, basta un semplice click di mouse per assicurarsi l’intervento del professionista e dar inizio ai lavori. Alla fine, se il suo operato è stato soddisfacente, è buona norma lasciare un feedback positivo sul profilo del professionista, in modo da poter aiutare sia la sua crescita professionale che la scelta di altri utenti.